Preloader Image

Badge And Talkalot: in his own words

Badge And Talkalot: in his own words

Badge And Talkalot è un progetto che inizia in una forma più allargata e multimediale e nel corso del tempo si è sublimata nella mia persona.

Doveva essere un collettivo che comprendeva la sezione audio e la sezione video (appunto “chiacchiere e distintivo”) e alla fine invece ho voluto continuare con un progetto sperimentale che aveva l’obiettivo di costruire canzoni nuove utilizzando solo campioni esistenti (che poi è il metodo di lavoro che usava Dj Shadow che è stato il mio primo punto di riferimento).

Gli sviluppi successivi hanno poi determinato la strada di Badge And Talkalot per come è oggi, anche se rimane sempre, ormai per sua natura, un progetto in continua evoluzione e trasformazione.

Badge And Talkalot: la black music come punto di arrivo

Non è un progetto che parte dalla black music ma arriva alla black music partendo dall’elettronica. I due lavori successivi che sono ‘Spaghetti Blaster’ e ‘Fragments Of The Soul’ rappresentano anche la mia personale evoluzione sonora. A partire da elettronica e jazz sono entrati nei miei ascolti i suoni della black music. Nel primo album (Greatest Hints del 2009) c’era un po’ di tutti questi suoni, poi a partire dagli spunti funk che hanno caratterizzato ‘Spaghetti Blaster’.

In particolare questo è un capitolo che è stato realizzato partendo da demo con campioni funk, ma poi suonato con strumenti vintage e in uno studio analogico per potermi permettere di ricostruire, attraverso la prospettiva di Badge And Talkalot, un disco che per me ha punti di contatto molto profondi.

Si arriva quindi al terzo album ‘Fragments Of The Soul’ che senza dubbio porta in luce la parte più black del progetto, almeno fino ad oggi. Senza dubbio tra i due dischi c’è uno scostamento anche di orizzonte temporale e credo sia perché nei quattro anni di distanza fra le due uscite ho potuto assimilare altri suoni, altri campioni e altre sfumature musicali che inevitabilmente poi vengono a galla.

Il fatto di inserire artisti appartenenti alla cultura black e a temi che sono propri della cultura black è stato alla fine naturale. Nel senso che io dalla black ci sono entrato, fin da ragazzo, quando ascoltavo continuamente dischi blues. Da parte mia sono molto curioso: quindi da uno spunto, vado a cercare alle origini di quel determinato suono. E questo percorso inverso mi dà l’opportunità di scoprire e di entrare in contatto con parti di un mondo sterminato. E di assorbire parte di questo mondo per poterlo vedere poi dalla mia finestra.

Forse può sembrare curioso, ma è successo spesso che le scoperte che ho fatto sono partite dagli ascolti di coloro che hanno manipolato quella parte artistica. Sono arrivato a certi suoni che appartengono alla musica black partendo da Beastie Boys, Dj Shadow, Daft Punk, Fatboy Slim, da tanti esponenti che apparentemente non hanno nulla a che fare con “la black” in senso stretto ma che sono legati indissolubilmente al mondo della musica black, se li ascolti e fai attenzione a quel che propongono e ti prendi la briga di cercare tra le righe di quello che fanno.

Poi c’è un altro approccio, che è quello che mi porta ad avere un amore particolare per la musica black di Ben Harper. Tutto è iniziato con un amico, alla vecchia maniera, che mi ha fatto ascoltare il suo primo album. Da allora l’ho sempre seguito con attenzione e stima anche perché lui fonde blues, reggae, gospel, soul ha uno stile con molte sfaccettature e sfumature. E proprio seguendolo mi sono imbattuto nel suo sito e in particolare in una sezione dove lui pubblica tutte le canzoni che suona solo dal vivo, quelle che scarta, le cover e le collaborazioni. 

Badge And Talkalot: dopo ‘Fragments Of The Soul’

L’incontro con Betty Davis invece è stato ancora diverso, ancora da una prospettiva diversa. Ho conosciuto la sua musica in maniera approfondita attraverso un documentario e attraverso articoli che parlavano di Miles Davis (che a lei deve la svolta funk di Bitches Brew). Da lì ho ascoltato tutto quello che ha fatto, ho cercato di entrare nella sua storia che è pazzesca, di rendermi conto di che persona fosse Betty Davis e inevitabilmente è entrata di diritto nella prospettiva di Badge And Talkalot.

Ho infatti realizzato la cover di un suo pezzo, che per ora non è ancora uscita, in collaborazione di Lisa Kekaula. Uscirà entro la prossima primavera, rappresenterà un altro tassello dell’evoluzione del progetto Badge And Talkalot.

Georgia Anne Muldrow è stata definita uno degli artisti più audaci e importanti, anche se sottovalutata, del nostro tempo ed è stato un onore aver avuto l’opportunità di collaborare con lei e poter far sposare il suo universo con il mio. In realtà prima delle due tracce presenti in ‘Fragments Of The Soul’ l’avevo contattata per altro materiale, ma lei non lo sentì nelle sue corde e declinò l’invito.

In seguito decisi di inviarle due nuove tracce strumentali, nessun altro aiuto, con un titolo provvisorio. Questa volta se li è sentiti addosso ed è stata la prima artista con cui ho collaborato per ‘Fragments Of The Soul’. “Showdown” è il primo pezzo che ho composto come demo per il disco ed è il primo che lei ha interpretato. Fra le altre cose, quando le inviai gli strumentali avevano un titolo che lei ha mantenuto, usando solo quello spunto per creare i testi e le linee vocali. Insomma, essere stato testimone del processo creativo di Georgia Anne Muldrow credo possa essere definita a tutti i livelli un’esperienza indimenticabile. Oltre ovviamente all’onore di averla come ospite in un mio progetto.

Unire i puntini di Badge And Talkalot a partire da ‘The Fixer’ e arrivando a ‘Giving Up Your Ghost’ che ad oggi sono l’Alfa e l’Omega del progetto non è semplice, o, meglio, apparentemente sembrano due mondi opposti e quindi apparentemente il progetto è partito da un’asserzione per negarla.

In effetti non è proprio così, per niente, perché in mezzo c’è tanto tempo, ci sono stati milioni di canzoni ascoltate, suoni incorporati. The Fixer rappresenta la genesi, il big bang di Badge And Talkalot. Con le sue sei batterie scomposte che ne formano una sola, tre linee di basso, una buona quantità di filtri e la co produzione di Eraldo Bernocchi che mi diede una grossa mano con la chitarra. Questo è uno dei pezzi che è diventato grande, nel senso che lo ascolto ancora con piacere, a differenza di altri che dal primo disco credo risentano del tempo in cui sono stati creati. Da lì è stato sviluppato tutto il resto, fino a Giving Up Your Ghost che è stata inserita nel disco in extremis. Non ci doveva essere, il disco doveva essere di nove tracce ma poi è arrivata questa. Una canzone di Ben Harper che ha suonato solo due volte dal vivo, non l’ha mai registrata, ed è una canzone che esula dal normale percorso di Badge And Talkalot perché per ‘Giving Up Your Ghost’ io mi sono messo da parte, ho voluto cambiare tono, lì in fondo al disco, alla fine del tempo passato insieme. Ho avuto l’esigenza di registrarla e condividerla perché sarebbe stato un peccato lasciarla lì dove nessuno, forse, l’avrebbe apprezzata. E’ un pezzo con la voce di Kevin Mark Trail, sostenuta solo dalle tastiere di Geoff Woolley, ha un’atmosfera magica e sospesa, perfetta per chiudere questo capitolo.

Refractions

Tra questo Alfa e Omega c’è Badge And Talkalot, quanto meno quello che rappresenta fino ad oggi. Con tutti i puntini che ha unito fino a qui e ora – come sempre – alla ricerca del prossimo puntino da unire.

Che potrebbe essere il puntino della manipolazione perché alcuni produttori hanno sottoposto le loro versioni di pezzi presi da ‘Fragments Of The Soul’, in un remix ep che uscirà il prossimo 21 settembre.. Il fatto che ci sia stato interesse esterno per questo tipo di iniziativa mi ha stupito: non era mai successo prima, quindi mi sono fatto da parte e ho lasciato che il piano fosse ribaltato. Non sono io a manipolare suoni, ma altri che manipolano i miei.

In particolare esiste il trattamento da parte di Kaidi Tatham per ‘The Situation’, con Georgia Anne Muldrow alla voce, che è stato il più aggressivo. Ha praticamente ricostruito il pezzo prima destrutturando e poi raccontandolo col suo stile usando anche un ritmo più veloce rispetto al pezzo originale che a dire il vero inizialmente mi ha spiazzato. Il suo sguardo da autore, arrangiatore e produttore, multi strumentista, completamente rapito dal nu jazz e dal breakbeat (e già al lavoro con Amp Fiddler, Amy Winehouse, Macy Gray, Slum Village e Soul II Soul) ha portato una prospettiva nuova ed elettrizzante.

 

Sto già lavorando a nuovi demo con nuovi campioni che verranno alla luce presto. Ho iniziato a disporre i tasselli, pensando al modo migliore per farli combaciare. Non credo ci sarà da aspettare tanto tempo quanto quello passato tra ‘Spaghetti Blaster’ e ‘Fragments Of The Soul’, forse adesso ho un’urgenza diversa e quindi il prossimo puntino credo proprio di unirlo molto presto.

Badge And Talkalot

 

Comments 1