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Da Miles Davis a Q Tip unendo i puntini

Da Miles Davis a Q Tip unendo i puntini

Da Miles Davis a Q Tip è uno dei percorsi di SLRVLTN per cercare di unire i puntini nella musica black.

La nostra storia inizia il 17 Agosto del 1959.

Avrebbe dovuto iniziare prima, molto prima, nel 1912 ma il bello della nostra storia è che inizia ad un certo punto e da qui come in una macchina del tempo continuerà ad andare avanti e indietro nel tempo all’interno di un’altra storia che come cita Alberto Castelli è sempre una sola, unica, grande storia.

Un flusso, quello della nostra storia, che cercherà nel tempo di unire i puntini attraverso gli agganci, i ricorsi, le manipolazioni e le trasformazioni.

C’è una musica, che nasce per il pubblico il 17 agosto del 1959 e che ancora oggi è ritenuta un capolavoro. Non racconta con le parole, ma da allora ha iniziato a raccontare tutto in un modo nuovo. Ha sovvertito le regole, ha creato un mondo nuovo e oggi è ancora lì come fosse una parete rocciosa a fare la sua parte. Come se fosse un guardiano, come se fosse una sentinella. Ecco, una sentinella.

Da Miles Davis a Q Tip: ‘A Kind Of Blue’ è la sentinella

Che inventa il jazz modale, lo inventa a New York in uno studio il 2 Marzo del 59. Lì dentro li vedi, Miles, John Coltrane, Cannonball Addelrey, che non avevano nemmeno fatto le prove e quelli erano tutti pezzi nuovi. Miles che spiega qualcosa, bofonchia, lui è sempre stato uno che ha amato la sintesi nei discorsi e nemmeno gli piaceva granché parlare.
Quel giorno iniziò a prendere forma uno dei dischi già influenti della musica black, un momento decisivo per la musica del ventesimo secolo.

Ecco, allora, Agosto del 1959. C’è un ragazzo che ha 26 anni. Non sappiamo in che città sia, adesso, perché lo vediamo nella sua camera. Con quel disco in mano, quella copertina severa. E con quel disco ci passa le ore, lo terrà sempre come riferimento, anche quando poi scriverà su quei fogli gli arrangiamenti che gli commissionano le orchestre, le sue canzoni, quando andrà a lavorare per Frank Sinatra, quando vedrà sullo schermo da solo la storia di Kunta Kinte raccontata prima da Alex Haley e poi musicata da lui.

Ecco, quel ragazzo che ancora oggi, quando gli chiedono di quel disco, risponde che è il suo ascolto preferito, ancora oggi, la sua spremuta d’arancia, che gli suona fresco come se fosse stato inciso ieri”.

Ah certo quel ragazzo, molti anni dopo il 1959, molti chilometri dopo quelli percorsi dal negozio di dischi alla sua cameretta, continua ad occuparsi di musica e in un altro posto, in un altro giorno, tanto tempo dopo lo vedi, eccolo lì, premere il tasto play su un gigantesco mixer per ascoltare la sua produzione appena finita. Fatta con molti amici e con tanta esperienza, fatta su misura per un talento che di lì a poco verrà incoronato come re del pop.

Ecco, quel ragazzo, quel Quincy Jones, molti anni dopo sarà colui che intuirà le possibilità gigantesche di un team di lavoro al servizio del talento di un ragazzo di Gary nell’Indiana.

Forse è tutto qui. I gradi di separazione dal jazz alle classifiche mondiali, da Miles Davis a Micheal Jackson. O forse non è proprio tutto qui e ce n’è ancora.

Perché da quel 17 agosto 1959 le cose nel jazz sono cambiate, si sono spostate, si sono contaminate e sono anche diventato altro. Perché insieme a Kind Of Blue, proprio lì di fianco, sullo scaffale con i vinili c’è anche almeno un disco di John Coltrane, che in Kind Of Blue ci ha suonato eh.

Da Miles Davis a Q Tip: jazz e hiphop

Il jazz, perdonami se ci sto un attimo sopra. La sua tradizione è fondata sul prendere in prestito idee e strutture altrui, melodie e armonie usate come fondamenta per invenzioni musicali nuove. Nel mondo del jazz ci sono artisti in grado di citare 10 canzoni diverse in assolo, come faceva Sonny Rollins. Perché allora non esisteva la figura del produttore come la conosciamo oggi, non era ancora arrivata quella festa del 13 Agosto del 1973 dove un giovanotto come regalo di compleanno alla sorella inventò la festa di tutte le feste, la mamma di tutti i party, a Sedgwick Avenue nel Bronx, la festa che sancì Dj Kool Herc come il papà dell’hip hop.

Però vedi non è grandissima la differenza. Un jazzista cita le canzoni, un dj di New York prende proprio le canzoni e le spezza, le trita e ne fa cose nuove.

E poi a un certo punto, nel 1991, un innamorato di A Kind Of Blue è in studio insieme ai suoi compari. E a un certo punto in quello studio si apre la porta di ingresso ed entra uno di quelli che con Miles Davis ci ha suonato. Si chiama Ron Carter, che suonò con Miles negli anni 60 proprio poco dopo che Kind Of Blue venne alla luce.
E lo fa suonare, Q Tip, lo fa suonare Ron Carter, glielo lascia suonare il suo basso e poi aggiunge a quelle cose i beat, registra con lui la musica e poi A Tribe Called Quest ci rappano sopra.


Era il 1959. E’ il 1991. E’ sempre la stessa unica grande storia.

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