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OMBO e la Milano Blues

OMBO e la Milano Blues

OMBO o per esteso Open Mouth Blues Orchestra.

Necessario parlarne, necessario farla raccontare. Necessario che si racconti. Perché alla fine il blues è un racconto. E perché qui sopra ne scriviamo di rado di blues. Forse questa è addirittura la prima volta.

E allora che sia un racconto sgangherato (perché io non sono capace di raccontare in maniera lineare e sembra tutto sempre una serie TV), ma che se vuoi leggere in maniera più diritta lascia perdere quello che c’è qui sotto e vai a questa pagina dove ho raccolto vai a questa pagina dove ho raccolto le informazioni ufficiali attorno a OMBO.

Se invece ti fidi e vuoi fare un’esperienza puoi continuare qui.

 

OMBO Street Off Disegno

Perché c’è sempre stato il blues a Milano.

Quello della Milano Blues. Oppure Milano è proprio una città blues.

Intanto è doveroso spiegare una cosa: sì, a tutti gli effetti il blues è parte della musica black. Se vuoi te lo spiega anche Focus.

Perché se diamo ragione a chi afferma che il blues è il pane degli sconfitti, che il blues non ama i vincenti ma è la rivincita dei perdenti, allora dobbiamo anche dare ragione al blues che è la musica dei neri più poveri e meno rispettabili.

E alla fine vuoi vedere che il blues invece vince così come in un certo senso vincono tutti i non-eroi dei romanzi noir? Sarebbe una delle cose perfette di Milano.

Se ci pensi bene e mandi a James Ellroy ‘Street Off – Blues Saves The World’ della OMBO vedrai che lui potrebbe tirare fuori un romanzo in cui il protagonista è un vincente.

E magari il protagonista sarebbe donna. E si chiamerebbe come un disco di Tom Waits che di blues se ne intende.

Insomma, secondo me James Ellory prenderebbe ‘Street Off – Blues Saves The World’ e se ne impossesserebbe peggio di come fece per Black Dahlia.

Qui c’è la Milano Noir, la Milano delle periferie e delle sue storie così lontane da quella stessa Milano da bere, delle sue storie più vere.

E in questa Milano vivono, probabilmente nella stessa palazzina dalle parti di Turro, Donny Hathaway, Bob Marley, tutta la combriccola della Art Ensemble of Chicago che è rimasta a Milano a causa della pandemia, quello che fu scritto per Billie Holiday e che le costò caro in questa palazzina è appeso in bacheca a giusto monito per ricordare che qui dentro, dalle parti di Turro, le cose possono anche costare Sangue Sudore e Lacrime (e non è per Spinning Wheel).

Dice la polizia che Milano ha tante facce, quella che la OMBO porta in giro è quella sporca, quella nera, quella – appunto e non solo – blues.

Perché c’è sempre stato il blues a Milano.

La OMBO è un gruppo di matti scriteriati (nel senso buono o forse anche no, dipende da come la vuoi vedere). Gente della Milano che stranamente non si prende sul serio, decisamente poco imbruttiti e sempre alle prese con qualche canzone, ovunque essi siano. Insieme oppure no.

OMBO gruppo

Là, dedicati interamente a spacciare note e blues come fossero atti di gentilezza senza senso, fatti perché è una necessità, perché è un bisogno, il loro modo di vivere. Della OMBO.

Loro sono in giro dal 2007 e non sono superstiziosi perché sono tredici. Però non hanno mai vinto al Totocalcio, nemmeno quando si giocava tantissimo fino a vent’anni fa.

Prendono la radice dell’improvvisazione, vanno alla base della blackness nella musica, il free jazz americano (nella palazzina dalle parti di Turro puoi riconoscere il grande murale dove hanno ritratto tutti i componenti della Art Ensamble Of Chicago, se sai guardare bene) e siccome loro sono di Milano ovviamente hanno mischiato tutto con il blues.

Perché c’è sempre stato il blues a Milano.

Come quella volta che fecero un viaggio spacciando Pusherman di Curtis Mayfield raccontandosi tutti gli aneddoti di quella volta in cui gli amici di Youngblood Priest arrivarono sui Navigli.

Quante note sono passate da allora e quante ne sono state pensate e suonate dentro quella palazzina dalle parti di Turro e poi fuori, sulle strade di Milano, a riempire come fosse un kintsugi tutte le crepe delle periferie e arrivare a sbattere in faccia il blues anche al Duomo e alla madonnina. Spegnendo i club, gli aperitivi, lo shopping, o magari infilandosi in quei sacchetti con le marche grosse che hanno scoperto che esiste il blues e dismessi gli abiti firmati e costosi si sono fermate sulle scale per la Metro a piangere sciogliendo trucco e certezze.

Perché c’è sempre stato il blues a Milano.

Perché la OMBO non la puoi raccontare, la OMBO è come il blues. O lo vivi o niente o per lo meno ti accontenti, insomma. Ed è anche per questo che non si trovano le parole per raccontare ‘Street Off – Blues Saves The World’ che è un progetto blues ma che vive anche come fumetto, diventa quasi persona più del cieco con la chitarra che – appunto – suona il blues. A Milano.

Perché c’è sempre stato il blues a Milano.

Allora sai cosa c’è? Intanto ‘Street Off – Blues Saves The World’ te lo raccontano loro e poi c’è anche che la OMBO se ti fidi e ti senti già un po’ peggio di quando hai iniziato a leggere te la faccio ascoltare dopo un’introduzione che è dentro le pieghe del blues di ‘Street Off – Blues Saves The World’ e che suona così:

Per tutta la gente che vive la strada e che tiene in tasca il tempo di un sorriso:

ci presenteremo all’apertura del civico vicino, approfitteremo del finestrino abbassato dell’auto che passa, raggiungeremo la fermata dell’autobus da cui ti faremo scendere in fretta o salire un po’ più tardi, suoneremo per le mani che troveranno il tempo di incontrarsi fra cibo e vino, suoneremo per i passanti che non si fermeranno e per quelli che fermi in piedi vorranno farsi stupire.

E poi alberi, balconi… suoneremo per chi non ci conosce, per chi ci troverà per caso, per chi verrà apposta e per chi tornerà ancora.

E poi adesso la OMBO non gira per strada, è  in quella palazzina di Turro perché non si può suonare, non si può uscire, non si può fare musica. Però siccome c’è sempre stato il blues a Milano è il blues a venire da te. Perché per ascoltare ‘Street Off – Blues Saves The World’ adesso ti puoi arrangiare con Spotify, ma se ‘Street Off – Blues Saves The World’ lo vuoi vivere devi fartelo arrivare a casa. Arriva solo lui, non tutta la OMBO quindi sei in regola. Ti basta mandare un messaggio attraverso la loro pagina Facebook

Il fumetto è un blues, dentro ci sono le matite di Nobez e quel blues fatto di matite china carta inchiostro lo ha scritto Lorenzo Vergani (che poi è il Signor Ombo) e so che piace tanto a James Ellroy. Lo so perché quando gli hanno chiesto “ma come mai vorresti tanto ambientare un romanzo a Milano?” Lui ha risposto “Perché c’è sempre stato il blues a Milano”.