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Sign ‘O’ The Times: solo 13 vinili per il capolavoro di Prince

Sign ‘O’ The Times: solo 13 vinili per il capolavoro di Prince

Sign ‘O’ The Times: intro

Sign ‘O’ The Times:  Simone Cazzaniga racconta per SLRVLTN il disco più importante di Prince per inquadrarlo meglio in vista della pubblicazione della Super Deluxe Edition.

Unire i puntini dentro un disco fondamentale per la storia della musica, collegare lo scenario in cui è stato pensato e gestito prima di giungere alla sua uscita il 31 Marzo 1987, di come doveva essere secondo l’artista, di come è diventato e di quella che è la struttura portante di un’opera mastodontica tra qualche giorno disponibile in una versione estesa che si collega all’operazione di scoperta dei contenuti del famosissimo ‘Vault’ di Pasley Park: il luogo dove Prince conservava le idee e le canzoni “in lavorazione” che a volte – trasformate – uscivano anni dopo e altre invece sono rimaste là a rappresentare un processo creativo che ha dell’incredibile.

Sign ‘O’ The Times: raccontato da Simone N1G4

Negli anni ’80 la normalità di Prince nel pubblicare dischi era diventata regolare come il ticchettio di un metronomo. In quegli anni, nel bel mezzo del periodo del Minneapolis Sound, il nostro piccolo eroe raggiunge la sbalorditiva media di quasi un album all’anno, superiore se consideriamo i doppi o quelli prodotti per altri artisti. La sua era una creatività infinita, distribuita senza limitazioni. Una situazione inimmaginabile ai giorni nostri, non tanto per la genialità, che in Prince è la caratteristica principale, quanto per la libera possibilità nel pubblicare dischi a distanza di pochi mesi uno dall’altro, soprattutto se si è vincolati contrattualmente con una major discografica. Quelli però erano altri tempi e la Warner Bros, ben consapevole di aver trovato la gallina dalle uova d’oro, sfumate color porpora, gli ha sempre dato carta bianca sin dal 1978, anno in cui firmarono il loro primo contratto.

Nel 1982 c’è stato il doppio album 1999. Due anni dopo è il turno di Purple Rain seguito a breve da Around The World In A Day. Nel marzo del 1986 arriva Parade, l’album di Kiss e Girl & Boys, ma pochi mesi dopo la sua pubblicazione, Prince inizia a registrare i brani per quello che sarebbe diventato il suo album più importante, ancora più di quel Purple Rain che l’aveva reso celebre in tutto il mondo. Stiamo parlando di Sign ‘O’ The Times.

Il desiderio di raccontare di questo disco è imperativo soprattutto ora a poche settimane dall’arrivo nei migliori Wrecka Stow, gioco di parole usato da Prince in una scena di Under The Cherry Moon per descrivere i Record Store, di una mastodontica Super Deluxe Edition celebrativa di questo album.

Doveroso ripercorrere ciò che portò alla nascita di Sign ‘O’ The Times, partendo da quel Dream Factory che doveva diventare il suo quarto album firmato con i The Revolution. Nell’estate del 1986 Prince arrivò a stilare ben tre diverse configurazioni, partendo da una versione in formato singolo LP per poi concludere con un doppio album composto da ben diciotto canzoni. Purtroppo però, una volta terminato il tour mondiale di Parade, le cose non andarono nel verso giusto: i The Revolution a settembre si sciolgono, o vengono sciolti, ed il progetto Dream Factory viene abbandonato.

Nell’autunno di quell’anno Prince si chiude in studio per incidere le canzoni che andranno a delineare Camille, album che avrebbe pubblicare con lo pseudonimo di … Camille. Otto brani assolutamente funky, dai testi espliciti, tutti interpretati con una voce intenzionalmente distorta. La Warner Bros programma la pubblicazione per il gennaio 1987, rilascia un numero di catalogo 1-25543 e stampa dei test pressing, apparsi solo dopo la sua scomparsa e venduti a caro prezzo ad un’asta di memorabilia a lui dedicata. Viene scelto anche il primo singolo, Shockadelica, ma per cause ancora sconosciute, non se ne fece nulla e la distribuzione di Camille viene bloccata.

Prince non si arrende. Ha talmente tanto materiale che riesce a consegnare alla Warner Bros un triplo CD dal titolo Crystal Ball, una combinazione rivisitata di alcuni brani presi dai due precedenti progetti. La casa di produzione si rende conto che pubblicare un triplo non è la mossa migliore, soprattutto dopo la deludente esperienza del film Under the Cherry Moon. Prince a malincuore, e con non poche ripercussioni nei rapporti contrattuali futuri, accetta la richiesta di ridimensionare la playlist, arrivando al definitivo doppio album Sign ‘O’ The Times, pubblicato il 31 marzo del 1987.

Leggendo questa introduzione, viene spontaneo pensare che Sign ‘O’ The Times sia una raccolta di brani scartati, difettosi o rivisitati. In parte lo è, ma la genialità e la bellezza del disco stanno proprio in questo, perché a tutti gli effetti il lavoro è incredibilmente disordinato: un doppio album variopinto, un cocktail di musica funky, pop, jazz, R&B, soul e rock. Un microsolco ingarbugliato, come l’era in cui è stato concepito, che a suo modo rappresenta la migliore rivelazione di un genio assoluto della musica. Sign ‘O’ The Times esprime la maturazione e il perfezionamento di Prince che diventa una fonte d’ispirazione nel panorama musicale di quel fine decennio, in grado di influenzare anche il sound delle future generazioni di musicisti.

A parte poche eccezioni dove collabora con alcuni membri degli ex The Revolution, tutti i brani sono prodotti, composti, arrangiati e suonati dallo stesso Prince. Le liriche forniscono immagini con contorni netti, assai nitidi e con significati più marcati rispetto a quelli proposti nei suoi precedenti dischi. Troviamo l’amore, quello distratto in Slow Love e quello maturo in Forever in My Life, la libertà di Play in the Sunshine, il casino danzante di Housequake, il sesso ossessivo di It e Hot Thing, l’ambiguità delle relazioni personali in If I Was Your Girlfriend e Strange Relationship. In contrapposizione a questi temi abbiamo episodi legati ad un’analisi sociale più profonda come in Sign ‘O’ The Times e The Cross.

Sign 'O' The TImes

C’è di tutto non manca nulla. La stessa copertina, uno scatto del fotografo Jeff Katz, assume una certa importanza ed anticipa il contenuto. Un mezzo primo piano sfuocato di Prince che si allontana da un disordinato palco color oro, posto in uno scorcio metropolitano, con una cadillac nascosta da una batteria. Sullo sfondo le insegne luminose di locali notturni. Un chiaro riferimento al caos e ai cambiamenti di fine decennio.

Si parte con quello che è stato il primo singolo estratto e cioè la title track Sign ‘O’ The Times. Gli basta solo una drum machine, la storica Linn LM-1, un’essenziale chitarra blues e la sua voce drammatica, priva di falsetti, adatta a descrivere il malessere di una società che vive in bilico tra delinquenza, droghe e malattie. Una chiara denuncia nei confronti della stupidità del mondo. Onore al video, considerato in quegli anni all’avanguardia: niente immagini, solo le scritte del testo della canzone che si susseguono a ritmo di musica, come i titoli d’apertura di un telegiornale.

Si prosegue con I Could Never Take the Place of Your Man, dove il rapporto di coppia è raccontato con un’irresistibile chitarra rock, e con It dove il sesso è morbosamente descritto a ritmo di tastiere e batteria. Abbiamo Housequake un terremoto casalingo capace di far tremare i muri con una miscela di hip-hop, funky e house music e Play In The Sunshine brano festoso che richiama il rock ‘n’ roll degli anni ’60.

Uno sguardo al passato recente lo si può fare prima con U Got The Look, cantata in coppia con Sheena Easton, un brano energico con cori che ricordano tanto il periodo di 1999 e successivamente con Strange Relationship che sfrutta una contagiosa melodia suonata con flauto, sitar e tamburelli che evocano le sonorità di Around The World In A Day.

Come già anticipato quello che più sorprende dell’intero progetto è che non c’è una precisa linea di collegamento tra i singoli brani. Un attimo prima si può ascoltare il funky di Hot Thing e subito dopo si passa ad un pezzo semplice e minimalista come Forever in My Life oppure da It’s Gonna Be a Beautiful Night si arriva ad una ballata come Adore. Il primo di questi due, registrato dal vivo con i The Revolution durante un concerto parigino, è un brano festoso, nove minuti di funky contagioso. Il secondo invece è una poesia soul dove la tromba jazz crea un’atmosfera sospesa e incontaminata. Abbiamo Starfish And Coffee che racconta la routine giornaliera con il ritmo di una filastrocca e The Ballad of Dorothy Parker dove l’incontro tra una giovane cameriera ed il cantante è raccontato su una base acid jazz.

Sign 'O' The Times Live

If I Was Your Girlfriend, secondo singolo pubblicato, è un altro capolavoro che getta Prince nel caos sessuale, ma che in realtà mostra il suo profondo rispetto per le donne, fantasticando su come sarebbe la vita di copia se nel ruolo della ragazza ci fosse lui. The Cross è una canzone spirituale dove l’iniziale chitarra acustica si trasforma, con un continuo crescendo, in un’esplosione finale fatta di corde elettriche e batteria.

Tra queste caleidoscopiche note musicali troviamo un brano che, pur non essendo particolarmente rappresentativo all’interno dell’album, nella versione live assume un aspetto a dir poco affascinante. Forever In My Life non ti colpisce al primo ascolto, passa quasi inosservata, ma quello che vi suggeriamo è di ascoltare l’interpretazione realizzata dal vivo e riproposta nel film Sign ‘O’ The Times, ottimo concert movie che offre i migliori momenti del tour del 1987. La canzone, una vera e propria dichiarazione d’amore, è strutturata su una ripetitiva ed elementare base creata con una drum machine. Solo sul finale si affaccia una timida chitarra acustica. La versione presente nel film ripropone lo stesso beat, questa volta però accompagnato dalla chitarra acustica, suonata da Prince, per tutti gli undici minuti della sua durata. L’interpretazione, che ricorda quella di un gospel, è arricchita dagli assoli vocali della bravissima Bonnie Boyer e dello stesso Prince capaci di catturare, rilasciare e poi riprendere l’attenzione dell’ascoltatore con un’interpretazione commovente e superlativa.

Sign 'O' The Times Inner

Sign ‘O’ The Times si rileva un album ricco di entusiasmo, armonia, romanticismo e depressione allo stesso tempo, e consacra definitivamente Prince come un innovatore, uno dei più grandi interpreti della musica black e pop. Il disco non raggiungerà mai le vendite di Purple Rain, ma si meriterà critiche e recensioni lusinghiere, diventando uno dei migliori dischi di quell’anno, e non solo.

Raccontare l’ambizione di Prince nel voler realizzare il suo progetto, dovrebbe permetterci di apprezzare al meglio la concretezza di questo box e di capire il perché della volontà di farlo stampando ben tredici vinili. Ventisette facciate che raccolgono inediti, singoli, remix e versioni particolari di quelle che sono state le idee e le ispirazioni musicali di quel periodo. Ad arricchire il tutto anche due registrazione live: quella dell’esibizione di Utrecht a testimoniare lo storico tour promozionale e la seconda lo show di capodanno del 1987, organizzato a Paisley Park con la partecipazione di Miles Davis.

Pensate ancora che tredici dischi siano troppi per un box celebrativo? Assolutamente no! È semplicemente il segno di Prince.

Sign ‘O’ The Times: super deluxe edition

Remastered Album (LP 1)

  1. Sign O’ The Times
  2. Play In The Sunshine
  3. Housequake
  4. The Ballad Of Dorothy Parker
  5. It
  6. Starfish And Coffee
  7. Slow Love
  8. Hot Thing
  9. Forever In My Life

Remastered Album (LP 2)

  1. U Got The Look
  2. If I Was Your Girlfriend
  3. Strange Relationship
  4. I Could Never Take The Place Of Your Man
  5. The Cross
  6. It’s Gonna Be A Beautiful Night
  7. Adore

Single Mixes & Edits (LP 3 & LP 4)

  1. Sign O’ The Times (7” single edit)
  2. La, La, La, He, He, Hee (7” single edit)
  3. La, La, La, He, He, Hee (Highly Explosive)
  4. If I Was Your Girlfriend (7” single edit)
  5. Shockadelica (“If I Was Your Girlfriend” B-side)
  6. Shockadelica (12” long version)
  7. U Got the Look (Long Look) (12” edit)
  8. Housequake (7” edit)
  9. Housequake (7 Minutes MoQuake)
  10. I Could Never Take The Place Of Your Man (Fade 7” edit)
  11. Hot Thing (7” single edit)
  12. Hot Thing (Extended Remix)
  13. Hot Thing (Dub Version)

Vault, Part 1 (LP 5 & LP 6)

  1. I Could Never Take The Place Of Your Man (1979 version)
  2. Teacher, Teacher (1985 version)
  3. All My Dreams
  4. Can I Play With U? (featuring Miles Davis)
  5. Wonderful Day (original version)
  6. Strange Relationship (original version)
  7. Visions
  8. The Ballad Of Dorothy Parker (with horns)
  9. Witness 4 The Prosecution (version 1)
  10. Power Fantastic (live in studio)
  11. And That Says What?
  12. Love And Sex
  13. A Place In Heaven (Prince vocal)
  14. Colors
  15. Crystal Ball (7” mix)
  16. Big Tall Wall (version 1)
  17. Nevaeh Ni Ecalp A
  18. In A Large Room With No Light

Vault, Part 2 (LP 7 & LP 8)

  1. Train
  2. It Ain’t Over ‘Til The Fat Lady Sings
  3. Eggplant (Prince vocal)
  4. Everybody Want What They Don’t Got
  5. Blanche
  6. Soul Psychodelicide
  7. The Ball
  8. Adonis And Bathsheba
  9. Forever In My Life (early vocal studio run-through)
  10. Crucial (alternate lyrics)
  11. The Cocoa Boys
  12. When The Dawn Of The Morning Comes
  13. Witness 4 The Prosecution (version 2)
  14. It Be’s Like That Sometimes

Vault, Part 3 (LP 9 & LP 10)

  1. Emotional Pump
  2. Rebirth Of The Flesh (with original outro)
  3. Cosmic Day
  4. Walkin’ In Glory
  5. Wally
  6. I Need A Man
  7. Promise To Be True
  8. Jealous Girl (version 2)
  9. There’s Something I Like About Being Your Fool
  10. Big Tall Wall (version 2)
  11. A Place In Heaven (Lisa vocal)
  12. Wonderful Day (12” mix)
  13. Strange Relationship (1987 Shep Pettibone Club Mix)

Live In Utrecht (LP 11, LP 12 & LP 13)

  1. Intro/Sign O’ The Times
  2. Play In The Sunshine
  3. Little Red Corvette
  4. Housequake
  5. Girls & Boys
  6. Slow Love
  7. Take The “A” Train/Pacemaker/I Could Never Take The Place Of Your Man
  8. Hot Thing
  9. Four (With Sheila E. Drum Solo)
  10. If I Was Your Girlfriend
  11. Let’s Go Crazy
  12. When Doves Cry
  13. Purple Rain
  14. 1999
  15. Forever In My Life
  16. Kiss
  17. The Cross
  18. It’s Gonna Be A Beautiful Night

Live At Paisley Park – December 31, 1987 (DVD)

  1. Sign O’ The Times
  2. Play In The Sunshine
  3. Little Red Corvette
  4. Erotic City
  5. Housequake
  6. Slow Love
  7. Do Me, Baby
  8. Adore
  9. I Could Never Take The Place Of Your Man
  10. What’s Your Name Jam
  11. Let’s Pretend We’re Married
  12. Delirious
  13. Jack U Off
  14. Drum Solo
  15. Twelve
  16. Hot Thing
  17. If I Was Your Girlfriend
  18. Let’s Go Crazy
  19. When Doves Cry
  20. Purple Rain
  21. 1999
  22. U Got The Look
  23. It’s Gonna Be A Beautiful Night Medley (featuring Miles Davis)

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